AZIENDA AGRICOLA CORTESE

E poi a volte è necessario abbandonarsi al semplice piacere di assorbire, insieme al vino, la luce di una terra, anche e soprattutto in un periodo scorbutico come quello che stiamo vivendo, che obbliga giocoforza all’immobilismo fisico: utilizzare naso, palato e sensi per volare sulle ali della fantasia ed essere oltre all’hic et nunc, immersi in una ‘bolla’ dove tutte le storture del quotidiano non possano interferire con la cura di un rapporto diretto con la Terra e la Vita. E la Terra e la Vita siamo noi, questo non lo dobbiamo dimenticare.

Mi sono voluto concedere questo succoso piacere con i vini di Azienda Agricola Cortese di Vittoria di Ragusa: intanto perché li conosco bene, e poi perché a volte è necessario riporre gli attrezzi giornalistici e non rincorrere l’ossessione di raccontare una storia. A volte la storia ti raggiunge, irrevocabilmente, come faceva in Siddartha di Herman Hesse, quando non opponi resistenza al suo invaderti la vita. Cortese è l’altra anima siciliana dei fratelli Girelli, Marina e Stefano, per certi aspetti il ‘verso’ di Santa Tresa, a cui la collega intanto la vicinanza fisica (siamo a circa 20 km dalla costa), nonostante si tratti di terreni, esposizioni e genotipi completamente diversi, poi la concezione del lavoro in campagna, improntata ad un biologico certificato che strizza l’occhio al biodinamico.

Varietà esclusivamente territoriali quelle coltivate, che vanno dal Nero d’Avola al Nerello al Frappato per i rossi, per i bianchi invece Carricante, Grillo, Fiano e Catarratto Lucido. due linee di etichette, la “Nostru” e Le Selezioni. Il lavoro in cantina è all’insegna della finezza di lettura, nessun appesantimento, tecnica basata su piccoli (ma a volte essenziali) accorgimenti che caratterizzano la vinificazione ‘estrema’ siciliana, senza disdegnare ricerche e sperimentazioni come l’utilizzo delle anfore in affinamento.

Vini-emblema della ricchezza vitivinicola di un territorio, interpretati con rispetto e senza (molto spesso diffusi) velleitari barocchismi. Direbbe, il Poeta, “tutti da bere e gustare, senza starci troppo a pensare”.

Assaggi:

Terre Siciliane IGT Nerello Mascalese Nostru

Equilibratissima lettura di Nerello all’insegna dei piccoli frutti rossi. Lampone e melograno al naso, tocchi di aneto, bella balsamicità in finale di olfazione. Bocca succosa, tannini iodati, finale persistente.

Sicilia Nero d’Avola DOC Nostru

Caleidoscopico anche nella percezione, oltre che in etichetta, questo bel 100% Nero d’Avola giocato più sulla snellezza che non sul nerbo. Ribes rosso, sfumature di macchia mediterranea e rabarbaro, finale balsamico. Bocca densa e succosa, persistente.

Terre Siciliane IGT Senia

Nero d‘Avola in purezza che gioca sulla fermentazione in botte aperta molto del suo successo in termini di succosità e persistenza. Susina rossa, tocchi di foglia di pepe, al naso, bocca di bella bevibilità e lunghezza, con finale speziato.

Terre Siciliane IGT Bianco Vanedda

Azzeccatissimo blend Catarratto-Grillo-Fiano che gioca sulla tridimensionalità di equilibri gustativo/olfattivi. Naso di pesca-noce bianca e maggiorana, tocco iodato, bocca croccante e densa, finale piacevolmente ammandorlato.

Terre Siciliane IGP Catarratto Lucido Nostru

Forse l’assaggio più brillante della cantina è proprio questo Catarratto vegan-friendly che rende lo storico celebrato territoriale in una versione di croccantezza e tensione. Albicocca, poi timo fresco e gelsomino. Bocca salata, tesa e ritorno fruttato-officinale.

Riccardo Corazza

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