VALLAROM

E poi a volte, ma soltanto a volte, i tasselli di un immaginario puzzle si incastrano alla perfezione, e la viticoltura è solo una componente di un equilibrio miracoloso, in cui l’uomo è al centro di un universo fatto di terra, aria, cielo, pratiche arcaiche, antiche e consolidate, vecchie come il mondo, e come per incanto tutto concorda all’armonia. Chiamatelo Nirvana, chiamatelo yin e yang, chiamatelo come vi pare, ma è questo che si respira all’Azienda Agricola Vallarom. Filippo, Barbara e il figlio Riccardo sono gli attori in un microcosmo dove la sostenibilità è, oltre che tecnica produttiva, una vera e propria scelta di vita, esperita come vera e propria scelta estetica.

Filippo, che di cognome fa Scienza, è nipote d’arte (lo zio Attilio, nel mondo vitivinicolo, non ha certo bisogno di presentazioni) e conduce con fermezza il Maso fondato da nonno Ezio (ma originario del 1600) forte di esperienze maturate in giro per il mondo e fiducioso della scelta drastica, risalente al 1999, di abbandonare totalmente la chimica di sintesi per approdare poi, nel 2008, alla certificazione ICEA. C’è inoltre qualcosa di miracoloso nella collocazione di questo conoide di Vallagarina a ridosso dei monti Lessini, dove muretti a secco convivono con zone boscose in una logica di biodiversità vissuta con grande naturalezza. Basta ‘camminarsela’, questa terra, dal sottosuolo variegato, di origine calcarea-dolomitica, per capire, anzi, sentire, a naso, che il vino che nasce qui non può che essere buono. Pratiche di campagna di buon artigianato, dove pergola trentina si alterna a spalliera e a guyot, combinate con un microclima temperato che garantisce lenta e corretta maturazione fenolica in pianta.

Un territorio, alla prova degli assaggi, particolarmente adatto agli internazionali, che qui, in unione al Marzemino, trovano belle condizioni per rendere al loro meglio. Nella linea di etichette in effetti spiccano Syrah, in una versione memorabile, Pinot Nero, altrettanto rilevante, ma anche eccellenti Chardonnay e, perché no, una buona Nosiola.

Se si unisce a questo brillanti letture di spumantizzati, in versioni VSQ che poco o nulla hanno da invidiare ai più caratterizzati TrentoDOC, ma anche belle interpretazioni in ambito Vini dell’Angelo, con il Trentatré (Moscato Giallo, Nosiola e Verdealbara) e le incursioni in zona PIWI, si capisce che in questa logica del ‘quanto basta’ c’è tutto, o almeno abbastanza di ciò che è necessario sapere. A completamento del quadro, la classica ciliegina sulla torta, un prezioso, raffinato Agriturismo che le sapienti mani di Barbara hanno amorevolmente plasmato a sua immagine e somiglianza, per capire quanto di indispensabile e, perché no, imitabile, esiste nel piccolo ecosistema chiamato Vallarom.

Di seguito gli assaggi:

VSQ Vò Bianco 2017

Stupisce positivamente questo Blanc de Blancs rifermentato in bottiglia da 100% Chardonnay. 24 mesi sui lieviti per un vino dal naso intenso, tiglio, timo, aneto, tocchi di albicocca ma soprattutto lime, sorsata sapida, croccante e di bella persistenza.

Vallagarina Bianco IGT Vadum Caesaris 2018

Riuscito blend dalle belle capacità gastronomiche, in cui a farla da padrone è il Pinot Bianco in versione officinale e croccante, in unione con Chardonnay, Sauvignon e Riesling. Susina gialla, cedro, rosmarino, nota intensa iodata sullo sfondo. Bocca tesa, succosa, ottimamente persistente, con ritorno agrumato.

Vallagarina IGT Bianco Trentatré

Altro blend riuscito di tre ‘Vini dell’Angelo’, dalla fortissima caratterizzazione, sapido, denso e compatto. La base Moscato giallo fornisce caratteri aromatici, la Nosiola il corpo, il Verdealbara spinta acido-sapida. Bocca di frutta gialla, albicocca, tocchi di maggiorana, chiusura di rose bianche. Bocca succosa, tesa, sapida, persistente.

Vallagarina IGT Pinot Nero 2018

La conferma sia della ‘mano’ di Filippo sugli internazionali sia della chiara vocazione del territorio. Un Pinot che non ammicca in nessuna maniera, anzi, è bellissimo proprio nel suo essere ‘nudo e crudo’. Piccoli frutti rossi, ciliegia e ribes su tutti, poi foglia di pepe e tocco balsamico in chiusura. Bocca succosa, acida, tannini iodati, bellissima persistenza.

Vallagarina IGT Syrah XX 2017

L’assaggio di giornata, un Syrah perfetto per equilibrio e speziatura, perfetto per festeggiare il ventennale dell’azienda. Piccoli frutti rossi, lampone, melograno, tocchi di sottobosco, poi alloro. Bocca succosa, sapida e compatta, persistenza lunghissima con ritorno officinale.

Riccardo Corazza

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